David Sifry non smetteva di cercare. Aveva già provato su Yahoo e Google, ma non aveva trovato quello che davvero voleva: se stesso.
"Volevo solo sapere se qualcuno nel mondo parla di me", dice.
Era il 2002 e Sifry aveva appena scoperto il blog. Quello che gli interessava non era tanto dare libero sfogo alle sue opinioni, quando vedere quello che gli altri dicevano di lui.Ma la blogosfera è un ambiente dinamico che cambia ogni minuto e i motori di ricerca tradizionali davano a Sifry risultati che – bene che andasse – erano vecchi di settimane. Per questo Sifry decise di creare il suo motore di ricerca personale, chiamato Technorati, un sistema capace di fare ricerche su praticamente tutti i blog di Internet e visualizzare i risultati in tempo reale.
Oggi Technorati indicizza più di 68 milioni di blog ed è considerato l'autorità più influente della blogosfera, vero punto di riferimento imprescindibile per tutto quello che si dice sul web.
Quando ha capito per la prima volta il potere delle informazioni?
Quand'ero ragazzo mi sono accorto che potevo dire alla mamma che papà aveva detto una cosa e poi andare da papà e dire che mamma aveva detto qualcosa di diverso. È il classico gioco delle informazioni presentate come piace a te, almeno finché mamma e papà non parlano tra di loro e a quel punto la smetti di fare il trasformista.
Qual è l'informazione più importante che ha mai imparato?
Hai un ragazzo? Sei sposato? Queste sono informazioni importanti. Poi c'è stata quella volta che il test di gravidanza fai-da-te è risultato positivo. Questa forse è stata la notizia più importante di tutte.
Perché i blog sono così popolari?
Perché soddisfano la necessità della gente di comunicare e di divertirsi e perché permettono a tutti di vivere un'esperienza sociale entusiasmante. La dicotomia consumatore/produttore non esiste quasi più: ci stiamo muovendo verso un'economia delle informazioni nella quale tutti producono per tutti e tutti consumano dagli altri. Conviene portarsi sempre dietro il cellulare con la fotocamera: non si sa mai che Michael Richards entri in studio e cominci a fare il matto.
Ha degli eroi dell'informazione?
Brewster Kahle di Internet Archive. Sta dando un grande contributo all'archiviazione di un sacco di informazioni che altrimenti andrebbero perdute ed è grazie alla sua specie di biblioteca digitale che abbiamo un posto che ci consente di vedere com'era il web nel 1996 o nel 1998. Se non ci fosse gente come Brewster non avremmo questa possibilità.
Quali strumenti utilizza per gestire le informazioni?
Sono un collezionista di cianfrusaglie e non butto mai via niente. A casa mia ho un archivio di dati che sarà almeno un paio di terabyte. Ma uso anche i DVD come sistema di backup. Ogni estate prendo tutti i video e le foto che ho scattato nel corso dell'anno e li masterizzo su quattro o cinque DVD, che poi invio alla mia famiglia come cartolina delle mie vacanze. Così se a San Francisco dovesse esserci un altro terremoto o la mia casa bruciasse in un incendio, avrei comunque diverse copie di backup da recuperare qua e là.
Qual è il principale cambiamento della gestione delle informazioni degli ultimi 10 anni?
La costante riduzione nel costo dello storage ha avuto un bell'impatto. E dato che il mio hobby preferito è la fotografia, anche il notevole miglioramento della qualità e il costo sempre più ridotto delle immagini digitali.
Non si è mai sentito sommerso dalle informazioni?
Durante la campagna elettorale del 2004. Ricordo che avrei voluto avere un salotto con una parete piena di schermi televisivi. Ma le informazioni erano talmente tante che sarei uscito di testa, e comunque non avrei avuto tempo di guardare tutto. E poi il tempo che non ho io ce l'avrà qualcuno al mondo... Mi fido molto della straordinaria abilità di rete di milioni di persone che prendono decisioni sulle cose che interessano anche a me.
Cosa le piacerebbe sapere in questo momento?
L'azione di Borsa che guadagnerà di più domani. Naturalmente non ho la sfera di cristallo. Ma oggi il futuro è già qui, l'unico problema è che non è distribuito in modo uniforme. La domanda non è quello che domani sarà il prezzo delle azioni, ma come si può fare per essere in prima linea per avere l'informazione che ti consentirà di prendere la decisione migliore e di bruciare gli altri sul tempo. Se fai queste due cose non puoi fallire.
