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A tutela dell'ambiente:
IT e sostenibilità
Di Jeff Nick

Tra tutti quei fattori che negli ultimi vent'anni hanno contribuito a modificare lo scenario economico e politico di tutto il mondo, ne emerge uno in particolare: l'Information Technology (IT).

Privilegio esclusivo dei paesi sviluppati in passato, oggi l'IT è in grado di colmare il divario esistente tra i paesi avanzati e quelli in via di sviluppo. L'accesso stesso alle informazioni è diventato oramai un fattore equalizzatore e allo stesso tempo mobilizzatore per quello che è oggi il tentativo di risolvere due importanti problematiche: i cambiamenti climatici e la capacità di creare un ambiente sostenibile a livello globale.

L'IT sta crescendo a una velocità soprendente. Secondo un recente white paper di IDC promosso da EMC, nel 2007 sono stati creati, acquisiti e replicati oltre 281 miliardi di gigabyte di dati, vale a dire tre milioni di volte le informazioni contenute in tutti i libri scritti finora. Tra il 2006 e il 2011, inoltre, si prevede un incremento annuo dei dati dell'universo digitale di 10 volte.

Considerando le implicazioni che questa crescita può avere sul cambiamento climatico, EMC si è posta due domande:

  • In che modo è possibile ridurre – nell'immediato o nel breve periodo – l'impatto dell'IT sull'ambiente globale?
  • In che modo l'IT può supportare cambiamenti culturali e processi capaci di consentire alle persone e alle organizzazioni di rispondere in modo tattico, strategico e sistematico, al fine di creare un mondo in cui l'energia è utilizzata con maggiore efficienza?

Come mitigare l'impatto dell'IT sull'ambiente

Da quando l'accesso alle informazioni in Internet ha assunto un carattere ancora più globale, la proprietà del pool di risorse si è decentrata a discapito delle nazioni sviluppate. Grazie alla possibilità di connettersi e accedere ai dati in ogni momento, tutti possono contribuire ad ampliare il patrimonio delle informazioni, da qualsiasi parte del mondo. Controllare questo enorme capitale umano potrebbe rappresentare un tentativo per risolvere problematiche critiche quali il cambiamento climatico.

La continua espansione dell'universo digitale non può certo essere considerata una panacea visto che genera un impatto significativo sull'ambiente. La creazione di data center e server farm, infatti, non solo consuma enormi quantità di risorse, ma determina anche un prevedibile aumento del fabbisogno energetico. Tuttavia numerose risorse vengono sprecate. La percentuale media relativa all’utilizzo dei server è compresa tra il 5% e il 15%, valori che invece si attestano attorno al 20-40% per quel che riguarda i sistemi di storage non in rete. Questo significa che molte aziende se da una parte sostengono costi energetici enormi per il funzionamento dei loro data center alla massima capacità, dall’altra ne sfruttano solo il 5-15%, il che a tutti gli effetti rappresenta uno spreco a dir poco insostenibile.

A questo si aggiunge il fatto che oltre il 70% delle informazioni archiviate dalle aziende viene utilizzato solo raramente, se non addirittura mai. Il settore IT si trova quindi a dover chiaramente ridurre al minimo l'impatto sull'ambiente dovuto a questa rapida crescita delle informazioni cercando di ottimizzare l'efficienza. A questo scopo, fondamentale è il contributo di queste tre tecnologie:

  • Virtualizzazione e consolidamento
  • Information Lifecycle Management
  • Deduplicazione

La virtualizzazione e il consolidamento risultano essenziali per garantire un certo risparmio energetico nei data center, all'interno dei quali i responsabili IT hanno installato uno o più sistemi capaci di migliorare le prestazioni, la ridondanza e la disponibilità, senza però tenere conto dei requisiti di alimentazione o raffreddamento. Grazie al processo di virtualizzazione è infatti possibile eliminare ogni inefficienza separando il software dall'hardware sottostante: in questo modo un singolo computer è in grado di eseguire più sistemi operativi e diverse applicazioni. A sua volta, un migliore utilizzo dei server e dello storage si traduce nella necessità di implementare un numero inferiore di computer, con un conseguente minor consumo di energia per l'alimentazione e il raffreddamento.

L'ILM (Information Lifecycle Management) si basa sul presupposto che il valore delle informazioni cambia nel tempo. Grazie alla strategia ILM le informazioni vengono archiviate in modo intelligente e automatico sul dispositivo di storage più idoneo (anche in termini energetici) in qualunque fase del loro ciclo di vita. Ad esempio, le informazioni aziendali critiche devono essere memorizzate su sistemi capaci di offrire il massimo dell'affidabilità e delle prestazioni e in tempo reale, il che si traduce in una maggiore richiesta di risorse e potenza energetica. Nel momento in cui l'importanza di queste informazioni diminuisce, l'ILM si occupa di eseguire la migrazione in corrispondenza del livello di storage che consuma meno energia.

La deduplicazione riduce notevolmente la quantità di dati di backup archiviati, spesso presenti in più copie e in diverse varianti su diverse postazioni a livello di rete. Il processo di deduplicazione impedisce inoltre la proliferazione di copie e duplicati trasformando i file di dati in segmenti che possono essere archiviati e riutilizzati in diversi file. Il file originale viene quindi salvato e sottoposto a backup una sola volta e in corrispondenza del server centrale. Una volta inviate al server, le modifiche dei file assumono la forma di nuovi segmenti di dati di sottofile univoci associati all'originale. Solo i nuovi segmenti, inoltre, vengono sottoposti a backup. La deduplicazione consente di ridurre fino a 300 volte la larghezza di banda della rete e lo storage dei dati di backup.

Supporto alle comunità globali per cambiare le regole e i risultati

Oltre a ridurre l'impatto sull'ambiente generato dalla crescita incontrollata dei dati, l'IT riveste un ruolo fondamentale come mezzo attraverso il quale le informazioni sulla sostenibilità aziendale possono essere condivise, in modo tale da consentire agli esperti di escogitare nuovi approcci e soluzioni.

Tramite una nuova piattaforma globale per la collaborazione – incentrata prevalentemente su blog, wiki e reti sociali - è stato possibile dar vita a comunità virtuali in cui ognuno può contribuire con le proprie idee, nonché distribuire contenuti e pubblicizzare prodotti sostenibili. Tutto questo sta fondamentalmente cambiando i flussi di raccolta e distribuzione delle informazioni, favorendo l'innovazione, la mobilitazione politica e altro ancora. Anche l'organizzazione UN-GAID (United Nations Global Alliance for ICT and Development) stessa utilizza queste tecnologie per incentivare la collaborazione all'interno della sua rete globale.

La collaborazione a livello globale e su vasta scala risulta fondamentale al fine di migliorare la sostenibilità ambientale. Poiché i contatti tra persone e organizzazioni divengono sempre più frequenti, la combinazione tra diverse idee progredisce ogni singolo giorno. La condivisione delle conoscenze aumenta il capitale sociale infondendo fiducia e incentivando gruppi e persone a difendere con maggiore efficacia, e non solo a voce, le proprie posizioni.

Solo grazie al contributo di tutti è possibile raggiungere la sostenibilità ambientale. È infatti necessaria cooperazione e collaborazione a livello globale non solo tra le organizzazioni più grandi e influenti al mondo – Nazioni Unite, governi e agenzie non governative – ma anche tra aziende, università e singoli individui. Sarà inoltre necessario adottare un approccio quanto più sistematico se facciamo riferimento alla generazione e all'utilizzo dell'energia, nonché ai cambiamenti climatici.

Non solo: questa impresa richiederà una forte combinazione di intenti tra cui incentivi, standard, sovvenzioni, ricerche continue, immaginazione e innovazione se si vuole raggiungere questa svolta necessaria in un periodo di tempo così limitato. E in tutto questo l'IT giocherà naturalmente un ruolo da protagonista.

Punti di vista
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Notes: